La pianta che “piange” e le sue “lacrime” versatili.

ALL’INIZIO dell’estate i contadini dell’isola di Chio si accingono a compiere un’insolita raccolta. Dopo aver spazzato il suolo, preparano una piattaforma di creta bianca intorno alle piante di lentisco, un arbusto sempreverde. Poi praticano delle incisioni nella corteccia, in modo da far “piangere” la pianta. Dalle incisioni cominciano a stillare “lacrime” di resina color giallo pallido. Dopo due o tre settimane le gocce di resina si solidificano e vengono raccolte direttamente dal fusto o dalla piattaforma di creta sottostante. Queste “lacrime” di resina mastice, detta anche mastica, venivano usate per produrre un balsamo.

La più antica notizia sul mastice viene da Erodoto, storico greco del V secolo a.E.V. Altri autori e medici dell’antichità — fra cui Apollodoro, Dioscoride, Teofrasto e Ippocrate — ne menzionano l’impiego in campo medico. Il mastice è incluso in 25 prontuari farmacologici a livello mondiale. È ancora un ingrediente comune della medicina tradizionale araba. È pure impiegato in cementi odontoiatrici e nel rivestimento interno delle capsule dei medicinali.